La figura mitologica del autista vecchio col cappello

2355596660_04fc08e1f7 si racconta ai propri figli quando si apprestano ad uscire per strada da soli. Questa entità che si aggira a bordo di automobili, spesso non proprio modernissime, con marmitte puzzolenti, sterzo durissimo e specchietti retrovisori quasi sempre penzolanti. Infatti anche a me mia madre mi raccomandava sempre di stare attento. “Diceva lo zio quando li vedi in macchina con il cappello e gli occhiali stai attento”. Questo mio zio si riferiva ovviamente alle persone anziane che data l’età e la freschezza mentale oramai persa potevano essere alquanto pericolosi.

Giustissimo.

Avevamo tutti imparato questa lezione, in realtà non c’è una spiegazione scientifica a questo fenomeno, però sapevamo da cosa guardarci. Certo una persona che dentro la macchina luogo coperto, possibilmente caldo, tenga un cappello che chiamato anche copricapo, non spicca esattamente per acume in quanto l’utilizzo dello stesso in un ambiente coperto perde la cosiddetta utilità. Infatti era buon educazione toglierlo quando si andava in ambienti chiusi.

Adesso questa figura nei tempi della tecnologia e della comunicazione viene ampiamente superata dall’autista col telefonino.

Oramai diventato per alcuni parte del proprio corpo, se non lo sapessimo tutti potrebbe sembrare che ad alcuni sia stato impiantato direttamente nell’orecchio. Vediamo persone fare mosse di contorsionismo per non metterlo in tasca o poggiarlo per qualche istante per svolgere le più facili mansioni della vita quotidiana. Quindi utilizzando la spalla come terza mano, cercano di cambiare marcia, mettere la freccia, dare due schiaffoni al bambino che accanto a loro che facendo caciara li infastidiscono, pulirsi il vetro o certe volte anche il naso.In più vi invito a notare che diventano ancora più indisciplinati tagliando strade e non fermandosi agli stop che probabilmente non vedono. Perché pur essendo in mezzo alla società questa figura  attorno a sé si crea una bolla mentale che lo isola. Questo ovviamente nella sua testa perché invece condivide tranquillamente gli affari propri senza il minimo pudore tutti i fondamenti della buona educazione.

Il telefonino  rimane ovviamente sempre impiantato anche quando scendono dalla macchina… Ma questo è un altro discorso.

Riflessione copernicana

sistema_solare come l’esplosione che creò la nostra galassia probabilmente l’universo il cosiddetto big bang oggi mi è apparsa questa riflessione che cercherò di approfondire. Paragonavo la vita di un disabile anzi dell’essere umano a quella di un pianeta con il suo ecosistema alle volte migliore altre volte più sofferente quasi invivibile. Ovviamente posso paragonarlo meglio del mio punto di vista quello di un disabile per l’appunto perché non mi posso definire una stella dove trovandosi al centro del sistema cattura tutte le attenzioni attorno a se ma nemmeno ad una stupenda e leggiadra cometa che viene ammirata da tutti e poi scappa via. Nel nostro sistema solare credo che un disabile possa essere paragonato ad un pianeta come Giove uno di quei pianeti che sicuramente si fanno notare non sempre perché belli facili o snelli anzi tutto il contrario perché magari non è bellissimo da vedere non è facilissimo viverci però molto spesso viene circondato da quelle che possono sembrare satelliti ma fondamentali per lui perché un pianeta senza i suoi satelliti sarebbe soltanto una pietra nel cielo.

il teorema di Archimede i vasi comunicanti

slide_17 quello è il teorema di Archimede come direbbe la simpaticissima bambina della pubblicità Lufthansa questione di fisica. Però mi accorgo che questa fisica può essere applicata anche nell’essere umano che in maniera naturale senza penso accorgersene più si avvicina ad una donna più diventa stupido in molti casi. Sarà anche questa questione di fisica più il sangue affluisce in una parte bassa del corpo maschile più viene a mancare dove potrebbe essere più importante? Oppure come penso io questi tipi di uomini che purtroppo sono sempre più frequenti si fanno “abbindolare” semplicemente perché gli è più comodo. Fortunatamente non tutti gli uomini sono fatti allo stesso modo non tutte le donne se ne approfittano perché da un uomo così difficilmente verrebbe fuori una cosa di buono. confronto-tra-sessi-300x280

Piccoli uomini.

 Se non sbaglio era un titolo anzi è un titolo di un libro, diciamo comunque che è un modo di dire un modo di far intuire un cambiamento da un’età adolescenziale ad un’età adulta… Si definiscono “uomini” coloro i quali dovrebbero essere capaci di prendere delle decisioni almeno per se questo ultimamente a mio modesto parere va quasi sempre più a mancare in quanto vuoi per un affetto particolare od un modo di proteggere i bambini figli si intende a prendere delle decisioni per conto loro o ancora peggio far prendere loro decisioni non in maniera consapevole ma in maniera di un capriccio. Spiego meglio questo concetto quando vostro figlio ipoteticamente dice di voler fare una cosa che sia nuoto judò calcio o qualunque altro sport che si è un’attività ricreativa e spesso divertente ma comunque impegnativa e dopo un po’ dice basta. Questo è il momento di fare di pensare che quella decisione l’ha presa lui e deve portare comunque a termine la cosa in quanto così in futuro penserà meglio alle decisioni da prendere… Magari stavolta non sarà  il mettere di lato le scarpette da calcio ma può essere un corso all’Università un lavoro o a maggior ragione un matrimonio… Perché la troppa semplicità al voler cambiare poi si rispecchia anche in certe cose. Quindi trattate di bambini da quello che sono dando consigli sicuramente non ordini facendogli capire il perché ma non dategli tutto vinto perché nella vita lo sapete benissimo che non è tutto facile.