per la testa

Si può ringraziare per aver superato una malattia o un dramma?

Si deve essere grati per quello che si è riconquistato o si deve essere adirati per quello che li ha causati?

In certe circostanze si ci affida alle forze che consideriamo più grandi di noi, che possa essere un essere superiore, un Dio di qualunque religione scegliamo, ad una teoria di carattere filosofico più o meno orientale, a quello che un po’ tutti chiamano destino che sia già scritto o da scrivere.

Delle bellissime parole di uno scrittore giapponesewhatsapp-image-2017-02-14-at-21-15-27

Quindi si può ringraziare per questo? O per meglio dire si può essere grati?

Solitamente questi periodi neri vengono passati non solo dal malcapitato ma anche dalla famiglia e degli amici più stretti che al loro modo pur non potendo farsi carico del problema possono dare un supporto “fisico o morale”. E allora può essere che questa forza che ci fa passare questi periodi sia proprio l’amore ovviamente inteso come platonico quelle persone che standoci accanto ci danno quella forza che dentro di noi pensiamo di aver perso. Questa può essere considerata una cura? Certo sicuramente durante una tempesta meglio essere in compagnia che soli… E quindi molte volte non si apprezza l’aiuto degli altri perché siamo veramente troppo adirati e cerchiamo qualcuno a cui dare la colpa, colpa che in fondo non abbiamo nemmeno noi. E quindi torniamo a ciò che è scritto o ci è stato dato (qualcuno direbbe per metterci alla prova).

Quindi io purtroppo non riesco a credere a qualcosa non riesco a pregare per avere il miracolo.

Ma prego soltanto per avere la forza di affrontare quello che mi succederà!

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