Il mio cane

quando si decide di prendere un animale da compagnia come per esempio un cane si dice ho comprato un cane oppure semplicemente ho un cane magari posseggo un cane. Io la vedo in un altro come sempre in queste pagine alla mia maniera.

Nella vita della nostra famiglia hanno fatto parte  cinque cani il primo è stato un simpatico bastardino che come da programma si chiamava snoopy era un incrocio tra un volpino ed un coker e chissà cos’altro, io ero molto piccolo all’epoca e purtroppo non avevamo una casa adatta a lui quindi stava in un terrazzo molto grande ma spesso era solo certo giocavamo assieme ma sua ambizione più grande era quella della caccia ed infatti quando  aveva l’opportunità scappava per le campagne ritornando un po’ sfatto ma soddisfatto, infatti aveva sempre qualche preda nella sua bocca.

Ma andiamo al dunque. Adesso voglio parlarvi di quello che è stato il mio cane cioè quello con cui ho vissuto assieme, anzi preferisco dire abbiamo condiviso un percorso della mia vita.

Argo  questo era il suo nome, È nato proprio sotto i miei occhi perché la mamma era mia invece il papà era il cane di un nostro vicino di casa (anche lui un gran cane). Quando si fa accoppiare una cagna solitamente si paga la monta, oppure al padre va il cucciolo maschio, ed era andata proprio nella seconda ipotesi su tre cuccioli due femmine  erano rimaste a noi è l’unico maschio era andato al papà infatti il nome Argo non è stata una mia idea ma è stata data da i padroni del papà che due giorni dopo  hanno deciso di ridarcelo perché crescendo due maschi nella stessa casa potevano creare qualche problemino.

All’epoca non sapevo quanto nella letteratura quel nome fosse importante, all’epoca tutte le cose fantastiche di cui era capace di questo cane io nemmeno le notavo all’epoca io però riuscivo ad accarezzarlo adesso non potrei.

Quando è nato non avevo più di tredici anni ed era il nostro cucciolo di casa, gli altri cani che avevamo avuto erano sempre arrivati abbastanza grandi, è un’emozione particolare vederlo piccolino, giocherellare con le scarpe saltellare di qua e di là anche perché il Rotweiller era questa la razza, da cucciolo è una miniatura di quello che diventerà da grande e diventerà molto molto grande.

Cresceva cresceva giorno per giorno così velocemente che lui che adorava passare sotto il tavolino da caffè del salotto piano piano rimaneva sempre più spesso incastrato fino a quando il tavolino gli rimaneva sulla schiena amò di guscio da tartaruga. Lui aveva la sua cuccia dormiva fuori vicino al bastardino di cui sopra, però lui non era al guinzaglio non aveva poi così tanta voglia di scappare anzi aveva semplicemente voglia di entrare dentro casa, così tanto da imparare ad aprire la porta abbassando la maniglia. Adorava mettersi accanto a me quando mangiavo… beh ovvio, però lui non mi infastidiva ma con aria indifferente guardava con quegli occhioni color nocciola ed evitava quasi di tenere la bocca aperta, ma posso assicurarvi che era prontissimo a prendere al volo qualunque cosa io gli lanciassi. Come tutti i ragazzini giocavo a pallone con i miei amici  potete immaginare che il mio ruolo fosse il portiere ed il mio Argo invece faceva il libero di vecchio stampo perché stava con me davanti alla porta pronto a prendere qualunque pallone si avvicinasse, certo diciamo che gli attaccanti avversari ci pensavano su due volte ad avvicinarsi all’aria di rigore.Il mio amico peloso come tutti i cani non simpatizzava per i gatti anche se secondo me non ne sapeva il motivo, perché più che altro era  stato iniziato dal bastardino che molto piccolo ma molto litigioso finalmente aveva il fratello maggiore da mandare avanti, la situazione si faceva alquanto problematica quando cominciò a non simpatizzare esattamente per i bambini anzi per meglio dire qualunque essere vivente sotto il metro di altezza cioè stranamente un bambino alto non gli avrebbe fatto nessuna problematica. Penso che questo problema con i bambini sia dato dal nostro feeling, anche io purtroppo con i bambini ho qualche problematica in quanto la mia condizione non viene sempre accettata o per meglio dire capita da i piccoli umani… infatti tra me ed il mio cane si era creato un qualcosa quasi di magico lui capiva il mio stato d’animo, se io ero nervoso, anche se non lo lasciavo capire lui si innervosiva, come se riuscisse a leggere dentro di me. Crescendo assieme succede.

Condividevamo davvero tutto come quando nei pomeriggi invernali si coricava accanto a me guardando Star Trek e vorrei ribadire guardando perché con le altre trasmissioni solitamente si addormentava arrivando pure a russare dandomi fastidio, al che io dovevo svegliarlo e lui alzando semplicemente il testone mi guardava quasi a volermi dire che vuoi cambia canale. Col passare degli anni il nostro piccolo allevamento di cani era cresciuto infatti due femmine della stessa razza erano venute a turbare la tranquillità maschile, lui per scelta oppure come si suol dire per amore della pace, non ha mai voluto essere il capo branco lasciava questo ruolo a queste giovani e nuove arrivate. Ovviamente lui per istinto si innamorava un po’ dell’una e un po’ dell’altra ma noi non potevamo fare un piccolo zoo quindi non poteva accoppiarsi e per non fargli sentire certi odori lo portavamo con noi al lavoro preannunciandoglielo la sera prima, è qui un’altra cosa che mi stupiva la mattina seguente lo trovavamo pronto davanti al cofano della macchina per andare via. A parte questo lui comunque rimaneva il cane di famiglia, anzi come dicevamo parte della famiglia nulla togliendo alle altre splendide cagne una affezionata a mio padre e l’altra a mia madre.  Ma quello che era lui loro non potevano esserlo, lui non si faceva trattare da cane, spiegarlo è difficile per esempio lui non leccava nessuno non andava a disturbare le persone per giocare o chissà cosa, stava assieme a noi senza farsi notare con una nobile discrezione ma sempre prontissimo e attento, come quella volta che un ragazzino con i pattini mi stava arrivando addosso e lui si è messo in mezzo…posso assicurarvi che ho avuto paura per il ragazzino. Non potevo sempre portarlo con me, non era proprio questo barboncino quindi spesso quando ero fuori con gli amici a giocare lui si coricava sempre con il suo nasone verso di me tenendo le orecchie ben tese. Immaginate che spesso quando io rimanevo al letto nella mia stanza dove lui non poteva salire stava sotto la scala ed avvertiva i miei genitori se io chiamavo. Certo bisogna ricordare anche che era un cane da guardia eccellente, non perché un paio di volte ho trovato il giardiniere arrampicato sopra un albero con lui sotto a puntarlo oppure quando si avvicinava al cancello trattenendo il respiro quasi come un ninija  la sua stazza faceva paura anche quando non abbaiava.  Io voglio ricordarlo in queste pagine per quando in piscina col muso spingeva i miei amici in acqua fino a cadere anche lui poi riusciva a farsi voler bene da tutti anche dai più timorosi. Argo accompagnava la mia bisnonna… Sì esattamente così, quando veniva a trovarmi lui le si avvicinava e mettendosi accanto la seguiva per tutta la scivola senza sfiorarla. Immaginate un cane di più di cinquanta chili accanto ad una persona piccola e fragile ma di una dolcezza e delicatezza infinita (una scena adatta ad un film). Come sempre lui lo faceva con la sua discrezione che soltanto adesso che ci riflettevo l’ho notata.

Era questo il fedele amico pronto quando si ha bisogno ma mai invadente quello che quando fa qualcosa per te non ha la necessità di fartelo notare l’amico e compagno perfetto.

Purtroppo il tempo inesorabilmente passa privandoci anche di quello che non vorremmo mai perdere. Più in là con gli anni al mio amico venne una bruttissima malattia al cervello cominciò a soffrire fino ad arrivare a non vedere più niente non riusciva a mangiare e stava sempre coricato al buio, però il mio amico fino all’ultimo giorno come faceva tutti i giorni quando tornavo dalla scuola zoppicando e appoggiandosi nel muro per non cadere è venuto a salutarmi poggiando il suo testone sopra le mie gambe e alla sua maniera chiedendomi di non farlo più soffrire.Così tristemente è finita la vita del mio grande amico come il suo famoso predecessore ed anche io come Ulisse ho pianto per il mio cane. Però ricorderò sempre ARGO per quanto ci siamo divertiti e per il suo essere unico.

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