La mia prima Poesia

L’equilibrista.

152924057-5e734a28-ad59-4faf-960b-b42ff0f8c53aL’equilibrista solitario nel suo percorso

sembra quasi ignorare chi gli sta attorno.

Il suo precario equilibrio

può perdersi con un soffio di vento.

Con gli occhi diritti verso l’obiettivo,

si rafforza poggiandosi a chi presta interesse.

La fragilità di un’apparente sicurezza

ha bisogno di strumenti per bilanciarsi.

Stringe tra le mani un’asta poggiata sul nulla,

sorretta soltanto da un timido applauso.

Il suo pubblico è il vero sostegno

senza di esso perderebbe la strada.

Come un equilibrista solitario nel mio essere

sembro ignorare chi mi sta attorno.

Il mio precario equilibrio

può perdersi in un bacio affettuoso.

Con gli occhi dritti verso l’obiettivo

  sostenuto dà chi lo desidera.

  Stringo tra le mani una penna virtuale

sorretta da un timido interesse.

Condividere il mio essere

non mi farà mai perdere la strada.

Ti scrivo per sentirci soli assieme

il nostro percorso diventerebbe più leggero

Un tuo bacio come un soffio di vento

può farmi trovare il vero equilibrio.

Guardando dentro i tuoi occhi

so esattamente dove andare

Stringimi le mani assieme

sarà come in un volo infinito

Due esseri realmente differenti

possono creare qualcosa di magico.

I cinque sensi. La visita dal mio punto di vista

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Parlando dei sensi quello che per primo viene sempre nominato è la vista. Definito da molti indispensabile infatti nella dicitura popolare quando non si sa cosa fare si dice andare alla cieca.

La vista è uno dei primi approcci della conoscenza di un qualcosa o di un qualcuno infatti tornando ai detti popolari si dice simpatia o amore a prima vista occhio non vede cuore non duole, d’accordo sarebbe meglio farla finita con questi detti popolari anche perché se per popolare si intende uniformarsi agli altri questo non proprio mi si addice.

Spesso proprio questo approccio superficiale specialmente nei miei confronti ha portato ad un irrigidimento del mio carattere, diciamo che si tende a pensare di conoscere una persona soltanto guardandola. Quindi in una occhiata crediamo di capire stato sociale intelligenza e simpatia senza nemmeno conoscere il nome dell’altro, nel mio caso essendo disabile vengo facilmente catalogato nella categoria dei poveri indifesi ingenui e preferibilmente tristi.

Non tanto perché altre esperienze con persone simili a me gli hanno portato a questa intuizione ma perché così tutto sarebbe più semplice, come quando vediamo il ragazzo di colore e pensiamo voglia venderci dei CD e poi scopriamo che è un medico laureato. Pertanto questo senso che abbiamo la fortuna di avere lo possiamo usare in maniera migliore  infatti sono tantissimi i modi per guardare un tramonto potremmo dire che ci dà fastidio agli occhi oppure pensare a milioni di poesie e riflessioni filosofiche. Creare delle categorie dei preconcetti purtroppo è nella natura umana rende tutto più semplice anche quello che potrebbe fare paura. Certo io penso che questo senso come tutti gli altri dobbiamo anche allenarlo e possiamo farlo grazie alla curiosità perché se abbiamo la curiosità di vedere quello che superficialmente abbiamo davanti la volta successiva lo guarderemo in una maniera differente più consapevole. Ci sono tantissimi modi di guardare cerchiamo di farlo col cuore io per esempio conosco una ragazza che non vede con gli occhi ma guarda col cuore.

Riflessione copernicana

sistema_solare come l’esplosione che creò la nostra galassia probabilmente l’universo il cosiddetto big bang oggi mi è apparsa questa riflessione che cercherò di approfondire. Paragonavo la vita di un disabile anzi dell’essere umano a quella di un pianeta con il suo ecosistema alle volte migliore altre volte più sofferente quasi invivibile. Ovviamente posso paragonarlo meglio del mio punto di vista quello di un disabile per l’appunto perché non mi posso definire una stella dove trovandosi al centro del sistema cattura tutte le attenzioni attorno a se ma nemmeno ad una stupenda e leggiadra cometa che viene ammirata da tutti e poi scappa via. Nel nostro sistema solare credo che un disabile possa essere paragonato ad un pianeta come Giove uno di quei pianeti che sicuramente si fanno notare non sempre perché belli facili o snelli anzi tutto il contrario perché magari non è bellissimo da vedere non è facilissimo viverci però molto spesso viene circondato da quelle che possono sembrare satelliti ma fondamentali per lui perché un pianeta senza i suoi satelliti sarebbe soltanto una pietra nel cielo.