Ne abbiamo sentito parlare fino allo svenimento, adesso è arrivato e sicuramente ne parleranno ancora di più: EXPO di Milano una fiera che è giustissimo definire mondiale. Quest’anno l’argomento dell’esposizione sarà il cibo e quindi quale migliore posto per realizzarlo che l’Italia. Siamo famosi in tutto il mondo per la nostra pizza e la pasta, quando in giro per il mondo si nomina l’Italia viene in mente la dieta mediterranea, nelle scene più famose dei film di Hollywood l’italiano viene quasi sempre posizionato a tavola con la famiglia (anche se alle volte il tipo di famiglia non è esattamente decoroso). Quest’anno EXPO per slogan ha “nutrire il pianeta, energia per la vita”. Ed è esattamente così la nutrizione il cibo è il nostro carburante, senza di esso non potremmo fare davvero niente. Il nostro corpo è un laboratorio chimico che ha bisogno di questa energia. Noi dalla nostra parte dobbiamo cercare prendere questa energia dalle materie prime migliori, perché migliore è la qualità della materia prima, migliore sarà la nostra salute. Cibi sempre più contaminati da elementi chimici creati apposta per dare una dipendenza innaturale ci vengono proposti in pubblicità un po’ ingannevoli, certo molte volte il poco tempo a disposizione ci limita nelle scelte però le giornate in fondo sono sempre fatte di ventiquattro e siamo noi a scegliere come impiegare il nostro tempo. Prima di mangiare pensa a cosa stai mangiando .
La figura mitologica del autista vecchio col cappello
si racconta ai propri figli quando si apprestano ad uscire per strada da soli. Questa entità che si aggira a bordo di automobili, spesso non proprio modernissime, con marmitte puzzolenti, sterzo durissimo e specchietti retrovisori quasi sempre penzolanti. Infatti anche a me mia madre mi raccomandava sempre di stare attento. “Diceva lo zio quando li vedi in macchina con il cappello e gli occhiali stai attento”. Questo mio zio si riferiva ovviamente alle persone anziane che data l’età e la freschezza mentale oramai persa potevano essere alquanto pericolosi.
Giustissimo.
Avevamo tutti imparato questa lezione, in realtà non c’è una spiegazione scientifica a questo fenomeno, però sapevamo da cosa guardarci. Certo una persona che dentro la macchina luogo coperto, possibilmente caldo, tenga un cappello che chiamato anche copricapo, non spicca esattamente per acume in quanto l’utilizzo dello stesso in un ambiente coperto perde la cosiddetta utilità. Infatti era buon educazione toglierlo quando si andava in ambienti chiusi.
Adesso questa figura nei tempi della tecnologia e della comunicazione viene ampiamente superata dall’autista col telefonino.
Oramai diventato per alcuni parte del proprio corpo, se non lo sapessimo tutti potrebbe sembrare che ad alcuni sia stato impiantato direttamente nell’orecchio. Vediamo persone fare mosse di contorsionismo per non metterlo in tasca o poggiarlo per qualche istante per svolgere le più facili mansioni della vita quotidiana. Quindi utilizzando la spalla come terza mano, cercano di cambiare marcia, mettere la freccia, dare due schiaffoni al bambino che accanto a loro che facendo caciara li infastidiscono, pulirsi il vetro o certe volte anche il naso.In più vi invito a notare che diventano ancora più indisciplinati tagliando strade e non fermandosi agli stop che probabilmente non vedono. Perché pur essendo in mezzo alla società questa figura attorno a sé si crea una bolla mentale che lo isola. Questo ovviamente nella sua testa perché invece condivide tranquillamente gli affari propri senza il minimo pudore tutti i fondamenti della buona educazione.
Il telefonino rimane ovviamente sempre impiantato anche quando scendono dalla macchina… Ma questo è un altro discorso.
Sorpresa
questa è l’espressione che facciamo quando veniamo presi di sorpresa!
Almeno solitamente dovrebbe essere così. Però devo ammettere che non è il mio caso, non posso farci niente non mi piacciono le sorprese non mi sorprendono, la sensazione che provo solitamente è una mezza delusione. Non voglio dire che ho aspettative troppo alte infatti non è che mi lamento della sorpresa per quello che è il mio problema è che preferisco niente ad una sorpresa poco gradita. D’accordo sto cominciando ad essere contorto però contorto e il mio pensiero, posso provare a descrivere la mia sensazione ad una sorpresa.
Quando arriva la suddetta sorpresa cominciano a fioccare i pensieri: se ne parlavamo sicuramente facevi qualcosa di migliore, mi hai fatto stare in attesa per questa cosa fanno nel frattempo avremmo potuto fare altro, adesso devo provare a fare una sorpresa io a te e per il mio carattere prima di fartela ci penserò almeno per una settimana cambiando idea più di duecento volte.
Adesso onestamente analizzando le due espressioni senza leggere le definizioni la prima non mi sembra una faccia da scemo?
Allora fondamentalmente forse il problema è proprio che non voglio sentirmi scemo.

