Non selfie a niente

urlUltimamente il numero delle fotografie è aumentato in maniera esponenziale. Da quando le fotocamere dei telefonini si sono migliorate tutti abbiamo la possibilità di immortalare un momento senza nessuna difficoltà. Sicuramente la qualità e la ricercatezza lascia un po’ a desiderare non so quante foto di piedi ho visto ultimamente, ma lasciando perdere le foto fatte diciamo di impulso, riflettevo un po’ sulle fotografie fatte negli eventi un po’ più importanti come per esempio un compleanno o qualcosa del genere.

Questa mia riflessione consiste  in una strana coincidenza che ho notato riguardando le fotografie dei miei compleanni.

La coincidenza sta nel fatto che nella maggior parte di queste fotografie l’amico dell’epoca  a me più caro, il cosiddetto “migliore amico”, non è quasi mai vicino a me anzi spesso non è proprio presente nelle fotografie. Intanto lui c’era non poteva mancare poi è arrivata la risposta: il migliore amico nelle fotografie nelle mie fotografie di solito è proprio quello che fa le fotografie.

Perché la vera amicizia è esserci. Rendersi utile senza che venga richiesto.

Esserci e basta!

Invece adesso mi inchino ai selfie perché quelli posso farmeli con il mio migliore amico!

Cucinamente

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Cucinare

La cucina (dal latino coquere, “cuocere”)[1] è un’arte sinestetica[2], il cui messaggio passa attraverso sapori, profumi, sensazioni tattili (consistenze, temperature), sensazioni visive e, in una certa misura, anche suoni.

questa è la stupenda definizione che si trova su Wikipedia.

Quando inizio a scrivere una pagina per questo sito spesso parto da una parola da un pensiero da un input che al momento mi frulla per il cervello, oggi volevo esprimere la mia passione per la cucina o ancora meglio per il mangiare in genere (chi mi conosce sa che sono veramente molto magro) perché per apprezzare il cibo non bisogna per forza strafogarsi ma semplicemente scegliere in maniera attenta ed anche curiosa quello che mangiamo. Per l’appunto la descrizione di Wikipedia è stupenda perché utilizzando la parola arte secondo me c’entra il punto del discorso, certamente non possiamo quotidianamente creare piatti elaborati  o ricercati, come in tutte le forme d’arte, ci sono tantissimi quadri ma non sono tutte opere d’arte indimenticabili per esempio.

Però quando mettiamo quell’impegno in più, quella ricercatezza che ci vuole, allora diventa opera d’arte anche la cucina, la nostra mente comincia a viaggiare nella memoria, attraverso un sapore che magari abbiamo provato in un momento particolare della nostra vita, certamente spesso quando mangiamo non siamo da soli ma cerchiamo di condividere queste sensazioni con persone con cui stiamo bene. Almeno io con una persona che non sopporto sicuramente non ci vado a mangiare assieme. E poi quei profumi che spesso ci portano addirittura in luoghi magari molto lontano dandoci l’effimera illusione di sentirsi in una località esotica. Tutto ovviamente condito dalla bellezza di un piatto ben realizzato che da all’occhio anche la cosiddetta sulla parte. Io da macellaio per tradizione familiare mi entusiasmo anche davanti ad una fetta di carne cruda ma questo non è per tutti. Poi la suddetta descrizione di Wikipedia parla anche dei suoni quanto è affascinante il rumore dello sfrigolare del cibo in padella, tutti sappiamo riconoscere il rumore della grattugia col parmigiano oppure il coltello che taglia un frutto croccante.

Tutta questa poesia è la cucina secondo me o almeno come io vivo quest’arte. Certo non mi aspetto che questo sia il pensiero di tutti ognuno di noi alle sue passioni e questa è una delle mie.

La prossima volta parlerò del piacere nel condividere tutte queste sensazioni.

https://semplicementenino.com/2015/09/30/senza-avere-lamaro-in-bocca-il-gusto/

JENGA

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Jenga è un gioco da tavolo per qualsiasi età. Il nome del gioco è tratto dalla lingua swahili; jenga significa “costruisci!”, imperativo del verbo kujenga.

La preparazione si effettua sistemando 54 blocchi di legno su piani che formano una torre, tre blocchi per piano. I giocatori a turno sottraggono un blocco di legno a loro scelta dalla torre e, con una sola mano, lo posizionano sulla sommità della stessa.

Durante il gioco, la torre diventa sempre più instabile, così quando uno dei giocatori sottrae il pezzo che la fa crollare questo giocatore ha perso. Il vincitore del gioco è quello che ha giocato prima del perdente.

In questo gioco vedo una parabola della vita, si parte da una solida torre che poi diventa sempre più instabile, paradossalmente la  traduzione della parola significa costruisci non destabilizza. Infatti la torre cresce sempre di più diventa sempre più alta magari barcollante, dondolante comincia ad essere turbata anche dagli spostamenti d’aria però con la dovuta attenzione cresce.  Nella nostra vita partiamo con la purezza quella che si può  quasi definire ingenuità della gioventù quella solida “illusione” che tutto ci è permesso tutto possiamo fare. Dopo cominciamo col perdere un po’ di pezzi arrivano le prime delusioni i primi dolori fisici o dell’anima ma come in questo gioco secondo me questi pezzi che perdiamo in realtà persi non lo sono ma costruiscono quello che nel presente siamo diventati alle volte un po’ traballanti ma ancora disponibili a crescere. Certamente questa è  una mia  visione personale questo sono io in questo momento non esattamente stabile ma ancora molto attivo e pronto a nuove esperienze.

Le sette virtù

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I 7 principi del Bushido :

義, Gi: Onestà e Giustizia

Sii scrupolosamente onesto nei rapporti con gli altri, credi nella giustizia che proviene non dalle altre persone ma da te stesso. Il vero Samurai non ha incertezze sulla questione dell’onestà e della giustizia. Vi è solo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

勇, Yu: Eroico Coraggio

Elevati al di sopra delle masse che hanno paura di agire, nascondersi come una tartaruga nel guscio non è vivere. Un Samurai deve possedere un eroico coraggio, ciò è assolutamente rischioso e pericoloso, ciò significa vivere in modo completo, pieno, meraviglioso. L’eroico coraggio non è cieco ma intelligente e forte.

仁, Jin: Compassione

L’intenso addestramento rende il samurai svelto e forte. È diverso dagli altri, egli acquisisce un potere che deve essere utilizzato per il bene comune. Possiede compassione, coglie ogni opportunità di essere d’aiuto ai propri simili e se l’opportunità non si presenta egli fa di tutto per trovarne una. La compassione di un samurai va dimostrata soprattutto nei riguardi delle donne e dei fanciulli.

礼, Rei: Gentile Cortesia

I Samurai non hanno motivi per comportarsi in maniera crudele, non hanno bisogno di mostrare la propria forza. Un Samurai è gentile anche con i nemici. Senza tale dimostrazione di rispetto esteriore un uomo è poco più di un animale. Il Samurai è rispettato non solo per la sua forza in battaglia ma anche per come interagisce con gli altri uomini. Il miglior combattimento è quello evitato.

誠, Makoto: Completa Sincerità

Quando un Samurai esprime l’intenzione di compiere un’azione, questa è praticamente già compiuta, nulla gli impedirà di portare a termine l’intenzione espressa. Egli non ha bisogno né di “dare la parola” né di promettere. Parlare e agire sono la medesima cosa.

名誉, Meiyo: Onore

Vi è un solo giudice dell’onore del Samurai: lui stesso. Le decisioni che prendi e le azioni che ne conseguono sono un riflesso di ciò che sei in realtà. Non puoi nasconderti da te stesso.

忠義, Chugi: Dovere e Lealtà

Per il Samurai compiere un’azione o esprimere qualcosa equivale a diventarne proprietario. Egli ne assume la piena responsabilità, anche per ciò che ne consegue. Il Samurai è immensamente leale verso coloro di cui si prende cura. Egli resta fieramente fedele a coloro di cui è responsabile.