I cinque sensi. La visita dal mio punto di vista

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Parlando dei sensi quello che per primo viene sempre nominato è la vista. Definito da molti indispensabile infatti nella dicitura popolare quando non si sa cosa fare si dice andare alla cieca.

La vista è uno dei primi approcci della conoscenza di un qualcosa o di un qualcuno infatti tornando ai detti popolari si dice simpatia o amore a prima vista occhio non vede cuore non duole, d’accordo sarebbe meglio farla finita con questi detti popolari anche perché se per popolare si intende uniformarsi agli altri questo non proprio mi si addice.

Spesso proprio questo approccio superficiale specialmente nei miei confronti ha portato ad un irrigidimento del mio carattere, diciamo che si tende a pensare di conoscere una persona soltanto guardandola. Quindi in una occhiata crediamo di capire stato sociale intelligenza e simpatia senza nemmeno conoscere il nome dell’altro, nel mio caso essendo disabile vengo facilmente catalogato nella categoria dei poveri indifesi ingenui e preferibilmente tristi.

Non tanto perché altre esperienze con persone simili a me gli hanno portato a questa intuizione ma perché così tutto sarebbe più semplice, come quando vediamo il ragazzo di colore e pensiamo voglia venderci dei CD e poi scopriamo che è un medico laureato. Pertanto questo senso che abbiamo la fortuna di avere lo possiamo usare in maniera migliore  infatti sono tantissimi i modi per guardare un tramonto potremmo dire che ci dà fastidio agli occhi oppure pensare a milioni di poesie e riflessioni filosofiche. Creare delle categorie dei preconcetti purtroppo è nella natura umana rende tutto più semplice anche quello che potrebbe fare paura. Certo io penso che questo senso come tutti gli altri dobbiamo anche allenarlo e possiamo farlo grazie alla curiosità perché se abbiamo la curiosità di vedere quello che superficialmente abbiamo davanti la volta successiva lo guarderemo in una maniera differente più consapevole. Ci sono tantissimi modi di guardare cerchiamo di farlo col cuore io per esempio conosco una ragazza che non vede con gli occhi ma guarda col cuore.

Riflessione copernicana

sistema_solare come l’esplosione che creò la nostra galassia probabilmente l’universo il cosiddetto big bang oggi mi è apparsa questa riflessione che cercherò di approfondire. Paragonavo la vita di un disabile anzi dell’essere umano a quella di un pianeta con il suo ecosistema alle volte migliore altre volte più sofferente quasi invivibile. Ovviamente posso paragonarlo meglio del mio punto di vista quello di un disabile per l’appunto perché non mi posso definire una stella dove trovandosi al centro del sistema cattura tutte le attenzioni attorno a se ma nemmeno ad una stupenda e leggiadra cometa che viene ammirata da tutti e poi scappa via. Nel nostro sistema solare credo che un disabile possa essere paragonato ad un pianeta come Giove uno di quei pianeti che sicuramente si fanno notare non sempre perché belli facili o snelli anzi tutto il contrario perché magari non è bellissimo da vedere non è facilissimo viverci però molto spesso viene circondato da quelle che possono sembrare satelliti ma fondamentali per lui perché un pianeta senza i suoi satelliti sarebbe soltanto una pietra nel cielo.

il teorema di Archimede i vasi comunicanti

slide_17 quello è il teorema di Archimede come direbbe la simpaticissima bambina della pubblicità Lufthansa questione di fisica. Però mi accorgo che questa fisica può essere applicata anche nell’essere umano che in maniera naturale senza penso accorgersene più si avvicina ad una donna più diventa stupido in molti casi. Sarà anche questa questione di fisica più il sangue affluisce in una parte bassa del corpo maschile più viene a mancare dove potrebbe essere più importante? Oppure come penso io questi tipi di uomini che purtroppo sono sempre più frequenti si fanno “abbindolare” semplicemente perché gli è più comodo. Fortunatamente non tutti gli uomini sono fatti allo stesso modo non tutte le donne se ne approfittano perché da un uomo così difficilmente verrebbe fuori una cosa di buono. confronto-tra-sessi-300x280

Piccoli uomini.

 Se non sbaglio era un titolo anzi è un titolo di un libro, diciamo comunque che è un modo di dire un modo di far intuire un cambiamento da un’età adolescenziale ad un’età adulta… Si definiscono “uomini” coloro i quali dovrebbero essere capaci di prendere delle decisioni almeno per se questo ultimamente a mio modesto parere va quasi sempre più a mancare in quanto vuoi per un affetto particolare od un modo di proteggere i bambini figli si intende a prendere delle decisioni per conto loro o ancora peggio far prendere loro decisioni non in maniera consapevole ma in maniera di un capriccio. Spiego meglio questo concetto quando vostro figlio ipoteticamente dice di voler fare una cosa che sia nuoto judò calcio o qualunque altro sport che si è un’attività ricreativa e spesso divertente ma comunque impegnativa e dopo un po’ dice basta. Questo è il momento di fare di pensare che quella decisione l’ha presa lui e deve portare comunque a termine la cosa in quanto così in futuro penserà meglio alle decisioni da prendere… Magari stavolta non sarà  il mettere di lato le scarpette da calcio ma può essere un corso all’Università un lavoro o a maggior ragione un matrimonio… Perché la troppa semplicità al voler cambiare poi si rispecchia anche in certe cose. Quindi trattate di bambini da quello che sono dando consigli sicuramente non ordini facendogli capire il perché ma non dategli tutto vinto perché nella vita lo sapete benissimo che non è tutto facile.