Mi ricordo questo argomento, mi sembra addirittura si faceva anche alla scuola elementare. Gli insiemi…. Ci spiegavano come gruppi di numeri o altre cose nei casi appunto più elementari potevano essere animali o colori si potevano anche riunire in gruppi più ampi condividendo spazi ed situazioni comuni. Crescendo mi sono accorto che questa costante vale nella nostra vita quelle insieme di anni che passiamo in questa realtà. Sì proprio insieme di anni perché il tempo forse è quella costante difficile da modificare e quasi impossibile da percepire in una maniera comune, alle volte sembri non passi mai altre volte passa troppo in fretta. Certe volte mi chiedo di quanti insiemi ho fatto parte di quanti insiemi ho contribuito a creare. L’insieme di cui volevo parlare è l’insieme più bello ma anche complicato l’insieme amicizia nell’insieme amicizia e sicuramente più semplice quando non si sovrappongono interessi perché potrebbero creare per l’appunto un nuovo insieme quello degli amici per interesse, che poi tutto sommato non è male siamo sempre un insieme magari di natura differente. Fondamentalmente io sono dell’idea che la cosa fondamentale nella vita è condividere… Condividere esperienze condividere pensieri condividere pareri condividere insiemi… Quindi io l’insieme Nino cercherò di lasciarlo sempre aperto.
aforisma
si dice cospargersi il capo di cenere oppure mettere corone di allori! La cenere teniamola nel cammino di allori usiamoli per fare dell’acqua bollita… Cerchiamo di essere semplicemente belle persone
Anche le rocce piangono.
Questo titolo purtroppo è dato dal momento perché in questo momento non sono al pieno delle mie forze per quanto non mi lascio abbattere. Spesso quelli che vogliono più bene e sicuramente non sono del tutto obiettivi “in fondo ogni scarrafone è bello a mamma sua” mi paragonano a punto ad una roccia. Perché nonostante tutto riesco ad essere forte in situazioni abbastanza particolari nonostante tutto anche grazie anche alla parola di cui ho parlato nel articolo precedente sono consapevole di quello che sono. Però anche le rocce all’interno pur sembrando indistruttibili diventano tenere certe volte per fattori esterni il vento, l’acqua, il fuoco oppure per fattori interni che si mangiano dall’interno senza che nessuno se ne accorga. Ma in qualunque dei casi proprio come le rocce possiamo cambiare forma ma dobbiamo mantenere sempre la propria natura alle volte come per l’appunto alle rocce dobbiamo appoggiarci agli altri per ritornare a diventare forti e magari più avanti può appoggiare altri su di noi. Prendiamo ad esempio un diamante che partendo da il carbone materiale alquanto fragile dopo sofferenza tempo e tanta fatica diventa un altro materiale stupendo e luccicante. Quindi facciamo passare le intemperie dentro e fuori di noi magari riusciamo a diventare sempre qualcosa di più bello… Oppure diventeremo semplicemente polvere.
Consapevolezza
molte volte la gente mi guarda mi giudica e crede di capire quello che sono spesso quando vedono il modo con cui vivo la mia vita li lascia perplessi o per meglio dire spiazzati. Ma oggi mi è venuta in mente qual’è la mia strategia di vivere bene possiamo racchiuderla in una parola.
Consapevolezza
derivato di consapere, composto di con e sapere.
Questa parola denota un fenomeno estremamente intimo, e di importanza cardinale. Non è un superficiale essere informati, né un semplice sapere – e si diparte anche dalla conoscenza, più intellettuale. La consapevolezza è una condizione in cui la cognizione di qualcosa si fa interiore, profonda, perfettamente armonizzata col resto della persona, in un uno coerente. È quel tipo di sapere che dà forma all’etica, alla condotta di vita, alla disciplina, rendendole autentiche.
La consapevolezza non si può inculcare: non è un dato o una nozione. È la costruzione originale del proprio modo di rapportarsi col mondo – in quanto sapere identitario, davvero capace di elevare una persona al di sopra dell’ignoranza e della piana informazione. È il caso della consapevolezza del rischio, che non frena ma rende accorti; della consapevolezza delle proprie capacità, che orienta ed entusiasma; della consapevolezza del dolore, che rende compassionevoli e gentili; della consapevolezza di essere amati, che rende invulnerabili.
Diventare consapevoli di quanto accaduto, di come siamo cambiati, di quale futuro ci sta davanti è un passo fondamentale nella direzione giusta. Chi è consapevole non subisce ma può affrontare e rielaborare. Consapevolezze condivise rendono possibile un agire comune. Per chi evita o non riesce ad affrontare un percorso di consapevolezza il terremoto rischia di trasformarsi in un passato che non passa.
Questa è una “parola terremotata”, frutto di una collaborazione con l’associazione LaCà, nata dopo il sisma in Emilia. Col loro aiuto cerchiamo di capire come alcune parole si sono trasformate dopo il terremoto e come si possono rinnovare. Il testo in corsivo è un loro diretto contributo.
parole stupende che non ho voluto togliere perché quello che dice sulla consapevolezza di un male comune fa vedere tutto il resto con un occhio differente con una apertura mentale da non sottovalutare.