I cinque sensi. La visita dal mio punto di vista

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Parlando dei sensi quello che per primo viene sempre nominato è la vista. Definito da molti indispensabile infatti nella dicitura popolare quando non si sa cosa fare si dice andare alla cieca.

La vista è uno dei primi approcci della conoscenza di un qualcosa o di un qualcuno infatti tornando ai detti popolari si dice simpatia o amore a prima vista occhio non vede cuore non duole, d’accordo sarebbe meglio farla finita con questi detti popolari anche perché se per popolare si intende uniformarsi agli altri questo non proprio mi si addice.

Spesso proprio questo approccio superficiale specialmente nei miei confronti ha portato ad un irrigidimento del mio carattere, diciamo che si tende a pensare di conoscere una persona soltanto guardandola. Quindi in una occhiata crediamo di capire stato sociale intelligenza e simpatia senza nemmeno conoscere il nome dell’altro, nel mio caso essendo disabile vengo facilmente catalogato nella categoria dei poveri indifesi ingenui e preferibilmente tristi.

Non tanto perché altre esperienze con persone simili a me gli hanno portato a questa intuizione ma perché così tutto sarebbe più semplice, come quando vediamo il ragazzo di colore e pensiamo voglia venderci dei CD e poi scopriamo che è un medico laureato. Pertanto questo senso che abbiamo la fortuna di avere lo possiamo usare in maniera migliore  infatti sono tantissimi i modi per guardare un tramonto potremmo dire che ci dà fastidio agli occhi oppure pensare a milioni di poesie e riflessioni filosofiche. Creare delle categorie dei preconcetti purtroppo è nella natura umana rende tutto più semplice anche quello che potrebbe fare paura. Certo io penso che questo senso come tutti gli altri dobbiamo anche allenarlo e possiamo farlo grazie alla curiosità perché se abbiamo la curiosità di vedere quello che superficialmente abbiamo davanti la volta successiva lo guarderemo in una maniera differente più consapevole. Ci sono tantissimi modi di guardare cerchiamo di farlo col cuore io per esempio conosco una ragazza che non vede con gli occhi ma guarda col cuore.

Comunicazione.

ascoltare

Immagini, parole, suoni, sapori ed infine la consapevolezza fisica sono gli strumenti più belli che abbiamo per comunicare con gli altri cercando di condividere le stesse emozioni le sensazioni che proviamo. Sarebbero i cinque sensi dell’essere umano potremmo dire dell’essere viventi in generale animali compresi, perché non solo gli umani “sentono e comunicano” e quindi forse la comunicazione potrebbe prescindere da questi sensi, infatti  anche quando in alcuni esseri viventi uno o più di questi sensi viene a mancare o non è sfruttato al meglio questo non lo prescinde dalla comunicazione. Quella che in questa riflessione sto chiamando comunicazione è più quella sensazione che sia quando accanto ad una persona si ci sente in empatia, non buttiamola soltanto sul romanticismo certo l’amore è quella sensazione più bella che si possa trovare, ma non per forza l’amore deve essere verso il sesso opposto o per meglio dire con un fine sessuale. Certamente il sesso è un grande veicolo di comunicazione in quanto tanti di questi sensi vengono utilizzati contemporaneamente anche se per un tempo brevemente determinato.Io mi nutro di questa “comunicazione” infatti questa mia passione nello scrivere nasce dal bisogno di condividere certe sensazioni possibilmente sarà chiamato anche egoismo però il mio dare agli altri che siano pensieri o riflessioni da a me un senso di appagamento.Certo non si può sempre essere positivi condividere bei pensieri e riflessioni zuccherate alle volte mi viene di condividere qual cosa di più scuro ma cerco di farne a meno prendo quei pensieri quelle parole quei suoni quella negatività e pian piano la butto giù nei lati oscuri del mio essere. Questo non è essere falsi, ma non capisco il motivo di condividere l’oscurità che alle volte  si avvicina pericolosamente alla realtà che spesso molto luminosa non lo è, si dice che dentro di noi esistono tutte due le parti quella oscura e quella più luminosa dobbiamo stare attenti a quale alimentiamo prima che quella peggiore prenda il sopravvento.

Sono tornato dall Expo

url in attesa che il filmato fatto con la mia gopro  sia pronto e vi farà vedere questa esposizione dal mio punto di vista volevo raccontarvi le prime impressioni a caldo.

Certo proprio al caldo non direi perché in barba a tutti i metereologi la temperatura a Milano è stata perfetta né troppo caldo né fresco c’erano i venticinque gradi che tutti sogniamo quelli che in Colombia (questa l’ho imparata proprio all’Expo)  chiamano clima temperato.

Quando ho deciso di andare all’Expo, parlandone un po’ con tutti come è mia abitudine ho avuto pareri perlopiù negativi perché usare i miei  pochi ed unici giorni di ferie per andare a vedere un’esposizione faceva un po’ strano perché solitamente quando si pensa ad una vacanza ci si orienta per un posto rilassante possibilmente vicino al mare.

Però un’altra mia abitudine è ascoltare tutti ma fare sempre di testa mia fortunatamente coadiuvato dei miei fantastici genitori.

Quindi abbiamo deciso di fare questa esperienza, quello che principalmente mi affascinava e pensavo di trovare era un rispetto per la diversità in quanto pur essendo tutti abitanti dello stesso pianeta a nostro modo siamo tutti differenti e per come è strutturata questa esposizione proprio questa caratteristica viene esaltata.

Ho esattamente detto esaltata perché non c’è niente da vergognarsi nell’essere diversi anzi secondo me è proprio bello dell’essere umano. Quindi nonostante tutto quello che i soliti disfattisti hanno detto e nonostante tutto quello che i solidi ladri hanno rubato questa esposizione mondiale riesce a mettersi in piedi e a riunire davvero il mondo in pochi kilometri quadrati.

Il caso ha voluto che quando sono entrato i primi paesi che mi sono trovato davanti sono state le piccole isole caraibiche dove in delle stanzette poco più grandi di una bottega delle affascinanti ragazze provenienti da queste isole accoglievano i visitatori come me che onestamente parlando non avevo idea della posizione geografica dell’una o dell’altra ma quel sorriso e con gli occhi facevano sentire l’accoglienza tipica di quei posti e quegli oggettini di artigianato davano un’idea delle loro tradizioni. Infatti da un’isola all’altra spesso erano simili gli oggetti perché legati al territorio e alla natura in una differente similitudine incantata.

Dopo ovviamente venivamo sopraffatti dalle immense strutture dei paesi più ricchi e più industrializzati tutto sommato anche questi cercavano di rimanere attaccati al lato umano in fondo cosa che più di umano del cibo senza quello non ci sarebbe l’essere umano, ed infatti pure questo valore viene evidenziato nel rispetto del cibo e della condivisione.

 

Questa è stata la mia personale esperienza, certo non tutto è stato perfetto ci sono state delle code abbastanza lunghe motivate dal numero di visitatori gli ingressi si potevano fare più vicini, non tutto è perfetto ma ponendosi nella maniera giusta sono delle problematiche ampiamente superabili. Dal punto di vista di accessibilità ai disabili è praticamente perfetta tutti i padiglioni sono facilmente fruibili e dotati di ascensore si saltano le code l’ingresso è facilitato, certe volte anche i noi disabili dobbiamo fare la coda in quanto i posti riservati sono limitati ma un po’ di pazienza si può avere anche perché l’attesa non dura mai più di venti minuti “niente a confronto dei novanta minuti per i bipedi”.

Quindi godiamoci questa stupenda manifestazione nella nostra Italia che ogni tanto dovremmo amare di più.