Sveliamo il progetto

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il progetto è proprio questo.

non voglio in questo blog fare pubblicità alla macelleria della mia famiglia celebrando quello che siamo diventati dopo anni di dedizione al lavoro e professionalità desidera invece condividere i pensieri le riflessioni date dalla responsabilità di una scelta importante come quella di aprire una filiale di un’attività commerciale di quel calibro.

Abbiamo parlato della scelta dell’arredatore delle due offerte della legge del mercato io non sono per le strane connessioni astrali, però mi fanno un po’ sorridere certi casi… Beh sì è dato il caso che il fornitore che abbiamo scelto è il nipote di quello che fece la macelleria a mio nonno si è presentato questo ragazzo che ha all’incirca la mia età con il padre ed ovviamente non ho potuto fare a meno di pensare a me e mio padre che oramai da quindici anni lavoriamo assieme. Anche loro come noi collaborano magari ogni tanto scontrandosi la tradizione contro la modernità il realismo contro i sogni che però se si riesce a trovare un punto d’incontro può essere la connessione perfetta quella giusta sinergia che può diventare vincente.

la dura legge del mercato

Il mio progetto sta andando sempre più avanti, ci siamo dovuti scontrare con la sopra citata legge del mercato, prendere contatti con più persone per farsi fare il preventivo migliore, entrare in una empatia momentanea rimanendo sempre con i piedi per terra.

La legge del mercato impone di scegliere la migliore offerta valutando punto per punto quello che ci serve ovviamente il prezzo la fa da padrone in quanto di commercio si tratta ma non bisogna comunque tralasciare la qualità del prodotto che si acquista in quanto il valore di quello che proponi o proporrai al futuro cliente a mio avviso deve rispecchiare l’importanza che dài al cliente stesso.

Io nel mio caso ho avuto la fortuna ma anche sfortuna di avere due offerte ugualmente buone fatte da persone che stimo allo stesso modo scegliere è stato davvero difficile.

« Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita. »

Nel-mezzo-del-cammin-di-nostra-vita questo è l’inizio della divina commedia. Credo che anche chi non abbia mai letto l’opera conosce queste parole in un modo o in un altro le ha sentite, io sono sempre stato affascinato da la divina commedia l’ho letta più volte forse soffermandomi molto di più sulla poesia che alle spiegazioni. Mi affascina la musicalità che si crea nel leggerla e senza nulla togliere al grande Roberto Benigni vi invito ad ascoltare quella di Vittorio Gassman.

Ma perché sto scrivendo questo articolo?

No non ho ripreso a studiare, in realtà qualche anno addietro ho provato a iscrivermi nuovamente all’università ma diciamo che le università in Sicilia non sono molto accessibili ai disabili.

D’accordo sto tergiversando nuovamente sono in fondo un tipo eclettico pronto a nuove esperienze e degli interessi vari…

Comunque quando il sommo poeta Dante scriveva del mezzo del cammino della nostra vita si riferiva proprio a i trentacinque anni perché ancora con l’energia della gioventù ma alla nuova saggezza che si è creata vedeva l’essere umano nel picco del suo essere.

Io per l’appunto ho fatto proprio trentacinque anni non sono conoscitore di quanta vita ho davanti ma posso affermare che di esperienze già fatte ne ho alle spalle un bel po’, per non di meno senza accontentarmi  sto cominciando una nuova avventura un progetto che mi impegnerà mi darà spero gioie ma sicuramente ci saranno degli ostacoli da superare alle volte con più fatica e dolore.

Però come Dante nel suo cammino anche io non potei intraprenderlo da solo, infatti ho la fortuna di avere dei genitori alle spalle pronti a sorreggermi ma anche ad ammonirmi e per socio una delle pochissime persone a cui affiderei la mia vita.

P.s. del progetto ne parleremo la prossima volta

 

 

Può essere esagerato

pugno_10 può essere esagerato dire che non è giusto che alla giornata per la disabilità parlino i disabili con problemi mentali. Può essere esagerato che ad occuparsi delle infrastrutture per i disabili sia gente che non conosce nemmeno com’è fatta una sedia a rotelle. è sicuramente esagerato pensare che chi ha una mente per pensare possa usarla anche se seduto su una sedia e chi ha esperienze sul campo possa progettare.

 

In questo mondo si