Condividevamo davvero tutto come quando nei pomeriggi invernali si coricava accanto a me guardando Star Trek e vorrei ribadire guardando perché con le altre trasmissioni solitamente si addormentava arrivando pure a russare dandomi fastidio, al che io dovevo svegliarlo e lui alzando semplicemente il testone mi guardava quasi a volermi dire che vuoi cambia canale. Col passare degli anni il nostro piccolo allevamento di cani era cresciuto infatti due femmine della stessa razza erano venute a turbare la tranquillità maschile, lui per scelta oppure come si suol dire per amore della pace, non ha mai voluto essere il capo branco lasciava questo ruolo a queste giovani e nuove arrivate. Ovviamente lui per istinto si innamorava un po’ dell’una e un po’ dell’altra ma noi non potevamo fare un piccolo zoo quindi non poteva accoppiarsi e per non fargli sentire certi odori lo portavamo con noi al lavoro preannunciandoglielo la sera prima, è qui un’altra cosa che mi stupiva la mattina seguente lo trovavamo pronto davanti al cofano della macchina per andare via. A parte questo lui comunque rimaneva il cane di famiglia, anzi come dicevamo parte della famiglia nulla togliendo alle altre splendide cagne una affezionata a mio padre e l’altra a mia madre.  Ma quello che era lui loro non potevano esserlo, lui non si faceva trattare da cane, spiegarlo è difficile per esempio lui non leccava nessuno non andava a disturbare le persone per giocare o chissà cosa, stava assieme a noi senza farsi notare con una nobile discrezione ma sempre prontissimo e attento, come quella volta che un ragazzino con i pattini mi stava arrivando addosso e lui si è messo in mezzo…posso assicurarvi che ho avuto paura per il ragazzino. Non potevo sempre portarlo con me, non era proprio questo barboncino quindi spesso quando ero fuori con gli amici a giocare lui si coricava sempre con il suo nasone verso di me tenendo le orecchie ben tese. Immaginate che spesso quando io rimanevo al letto nella mia stanza dove lui non poteva salire stava sotto la scala ed avvertiva i miei genitori se io chiamavo. Certo bisogna ricordare anche che era un cane da guardia eccellente, non perché un paio di volte ho trovato il giardiniere arrampicato sopra un albero con lui sotto a puntarlo oppure quando si avvicinava al cancello trattenendo il respiro quasi come un ninija  la sua stazza faceva paura anche quando non abbaiava.  Io voglio ricordarlo in queste pagine per quando in piscina col muso spingeva i miei amici in acqua fino a cadere anche lui poi riusciva a farsi voler bene da tutti anche dai più timorosi. Argo accompagnava la mia bisnonna… Sì esattamente così, quando veniva a trovarmi lui le si avvicinava e mettendosi accanto la seguiva per tutta la scivola senza sfiorarla. Immaginate un cane di più di cinquanta chili accanto ad una persona piccola e fragile ma di una dolcezza e delicatezza infinita (una scena adatta ad un film). Come sempre lui lo faceva con la sua discrezione che soltanto adesso che ci riflettevo l’ho notata.

Era questo, era il fedele amico pronto quando si ha bisogno ma mai invadente quello che quando fa qualcosa per te non ha la necessità di fartelo notare l’amico e compagno perfetto.

Purtroppo il tempo inesorabilmente passa privandoci anche di quello che non vorremmo mai perdere. Più in là con gli anni al mio amico venne una bruttissima malattia al cervello cominciò a soffrire fino ad arrivare a non vedere più niente non riusciva a mangiare e stava sempre coricato al buio, però il mio amico fino all’ultimo giorno come faceva tutti i giorni quando tornavo dalla scuola zoppicando e appoggiandosi nel muro per non cadere è venuto a salutarmi poggiando il suo testone sopra le mie gambe e alla sua maniera chiedendomi di non farlo più soffrire.Così tristemente è finita la vita del mio grande amico come il suo famoso predecessore ed anche io come Ulisse ho pianto per il mio cane. Però ricorderò sempre ARGO per quanto ci siamo divertiti e per il suo essere unico.

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