“Come stai?”

È la domanda più ipocrita, più inflazionata, più vuota… e paradossalmente la più carica di senso.

Frequentando una persona dell’America Latina, ho scoperto che lì “¿Cómo estás?” è tipo un intercalare. Lo dicono più spesso del nostro “ciao”. Ma attenzione: non vogliono davvero sapere come stai. È galateo, non interesse.

Ma anche qui da noi… cambia poco.

Perché se rispondi sinceramente, preparati a rovinare la giornata a qualcuno. Se invece dici “bene”, passi per funzionalmente civile, anche se dentro hai un incendio.

È una trappola. Un invito alla superficialità travestito da gentilezza.

E allora la prossima volta che qualcuno mi chiederà “come stai?”, risponderò così:

“Hai due minuti per l’edizione ridotta o preferisci la versione integrale con drammi esistenziali, satira sociale e colpi di scena?”

Spoiler: nessuno li ha mai quei due minuti.

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