Complimenti Le posso stringere un piede

stretta-di-mano-unrecognizable-dell-uomo-d-affari-isolata-15114407

Pagine e pagine di teorie sull’importanza della stretta di mano dal banale saluto, all’accordo commerciale, trattati di pace, all’inizio di partite dei mondiali (alle volte finite a testate) oppure dopo accese discussioni come se quella mano bastasse a dimenticare tutto quello che precedentemente è stato detto o fatto. Alle volte specialmente nel sud d’Italia o nei paesi più latini dalla stretta di mano si passa a quasi essere palpati “da questo si dice dare la mano e prendersi il braccio” poi ci sono quelli dalla mano gelida, forse meglio da quelli con la mano sudata ovviamente senza dimenticare i super simpatici che fanno il batti cinque sentendosi giovani.

Io personalmente anche per ovvi problemi fisici preferisco non dare la mano ma posso assicurarvi che quando vi darò la mia parola sarà per sempre.

P.s. stringere la mano ad un disabile su una sedia a rotelle elettronica quindi toccando il joystik è come stringere un piede ad uno in piedi

La discriminazione in fumo – nuoce gravemente alla salute.

smoke

Sono un fumatore pentito, non posso dire di essere un non fumatore non sarei sincero nemmeno con me stesso, a me fumare piaceva, e si quella sensazione tra il soddisfatto ed il rilassato che solo un altro fumatore può comprendere un po’ mi manca. No tranquilli i miei polmoni possono beh tirare un sospiro di sollievo, non voglio ricominciare a fumare, smettere è stata davvero dura in particolare i primi giorni, settimane, forse mesi, un bel po’ di mesi, certo che quella scritta provoca dipendenza non è lì per caso ma non è la sola scritta presente nei pacchetti ci sono quelle più “cattive” allora dopo esserci riuscito ricominciare sarebbe davvero da polli… E infatti da quando ho smesso, percepisco i sapori in maniera differente la soglia di nervosismo si è migliorata per non parlare di tutti i benefici all’interno del mio corpo.

Perché ho cominciato a fumare? 

Si certo si comincia a fumare per sentirsi grande per trasgredire o semplicemente per provare.

Io non ho cominciato a fumare da così piccolo da farmi suggestionare da queste futilità. No io fondamentalmente quando mettevo la sigaretta tra le dita mi sentivo uguale agli altri in quel momento nessuna differenza faceva capolino tra quei cerchi di fumo, guardare una persona seduta anche se da sola con una sigaretta in mano rende quella persona “normale” guardare invece una persona seduta e basta desta sospetto e curiosità negli altri… Gli altri proprio da loro io volevo essere parte di loro in quel momento lo ero almeno questo mi dicevo. Non ero giovanissimo ma non ero nemmeno abbastanza maturo e forte da combattere la discriminazione in fondo nella vita tutti cerchiamo di farci accettare o perlomeno integrare. Questa società purtroppo è sempre bastata sull’immagine riuscire a crearsi la propria e la sfida più dura della vita.

Nella mia vita ci sono state tante sfide e forse ce ne saranno ancora molte probabilmente non le vincerò tutte ma sicuramente lotterò a testa alta sempre.

La figura mitologica del autista vecchio col cappello

2355596660_04fc08e1f7 si racconta ai propri figli quando si apprestano ad uscire per strada da soli. Questa entità che si aggira a bordo di automobili, spesso non proprio modernissime, con marmitte puzzolenti, sterzo durissimo e specchietti retrovisori quasi sempre penzolanti. Infatti anche a me mia madre mi raccomandava sempre di stare attento. “Diceva lo zio quando li vedi in macchina con il cappello e gli occhiali stai attento”. Questo mio zio si riferiva ovviamente alle persone anziane che data l’età e la freschezza mentale oramai persa potevano essere alquanto pericolosi.

Giustissimo.

Avevamo tutti imparato questa lezione, in realtà non c’è una spiegazione scientifica a questo fenomeno, però sapevamo da cosa guardarci. Certo una persona che dentro la macchina luogo coperto, possibilmente caldo, tenga un cappello che chiamato anche copricapo, non spicca esattamente per acume in quanto l’utilizzo dello stesso in un ambiente coperto perde la cosiddetta utilità. Infatti era buon educazione toglierlo quando si andava in ambienti chiusi.

Adesso questa figura nei tempi della tecnologia e della comunicazione viene ampiamente superata dall’autista col telefonino.

Oramai diventato per alcuni parte del proprio corpo, se non lo sapessimo tutti potrebbe sembrare che ad alcuni sia stato impiantato direttamente nell’orecchio. Vediamo persone fare mosse di contorsionismo per non metterlo in tasca o poggiarlo per qualche istante per svolgere le più facili mansioni della vita quotidiana. Quindi utilizzando la spalla come terza mano, cercano di cambiare marcia, mettere la freccia, dare due schiaffoni al bambino che accanto a loro che facendo caciara li infastidiscono, pulirsi il vetro o certe volte anche il naso.In più vi invito a notare che diventano ancora più indisciplinati tagliando strade e non fermandosi agli stop che probabilmente non vedono. Perché pur essendo in mezzo alla società questa figura  attorno a sé si crea una bolla mentale che lo isola. Questo ovviamente nella sua testa perché invece condivide tranquillamente gli affari propri senza il minimo pudore tutti i fondamenti della buona educazione.

Il telefonino  rimane ovviamente sempre impiantato anche quando scendono dalla macchina… Ma questo è un altro discorso.

2 italiani

1698 Quando mi trovo a scrivere di argomenti di attualità specialmente di un certo spessore onestamente mi sento un po’ a disagio. Perché trattare certi temi con estremo orgoglio o resteremo odio sarebbe sicuramente più semplice perché è molto facile schierarsi da un lato o dall’altro. Io ovviamente ho una mia idea è un mio parere ma cerco comunque di esprimerlo con la dignità e delicatezza che secondo me per trattare certe discussioni è necessaria. Sono ormai due anni che questi italiani sono detenuti in un paese straniero dove oggettivamente i tempi del processo mi fanno quasi pensare che in Italia siano veloci, per non di meno sono ancora lì questi due italiani questi due militari italiani  che giusto o sbagliato svolgendo un compito e non è un atto di follia hanno ucciso un uomo un essere umano. Io penso che nessuno sia di togliere la vita ad un altro quindi magari sono giustamente da processare e se giusto da condannare. Quello che a mio avviso non ha senso è che rimangano in un paese straniero dove lontano dalla famiglia e dalla propria terra vengono rimbalzati avanti indietro e forse quasi esibiti. Adesso io come da immagine mi metto dal lato di quelli che vogliono che ritornino a casa perché mi pare che la condanna all’esilio non si usi più da un bel po’ di tempo è peraltro essere condannati bisogna essere giudicati!

 Adesso faccio un’altra riflessione forse per ignoranza mia ma mi sembra che da questo caso non si sia più parlato di attacchi di questi pirati… O sbaglio?