Ricomincia la scuola.

ricomincia_scuola Il primo giorno di scuola nella vita di una persona forse è quello con più sfaccettature di emozioni,  c’è la gioia di rivedere i compagni lasciati l’anno precedente ma anche ammettiamolo la tristezza nel rivedere i professori e pensare specialmente ai compiti. Diciamo che specialmente negli ultimi anni parlando con amici con bimbi che vanno a scuola l’emozione dei compiti le maestre non la fanno dimenticare, ho visto un mio  piccolo amico studiare un bel po’ di questa estate quando sicuramente preferiva fare altro. Sicuramente l’emozione del primo giorno di scuola  viene rivalutata nei ricordi, in quel rimpianto della spensieratezza oramai persa. Dal mio punto di vista il primo giorno di scuola era caratterizzato da una cosa che capitava solo e soltanto quell giorno. E infatti in quel giorno era mio padre che veniva ad accompagnarmi a scuola cosa che per l’appunto è capitato poche volte da poterlo contare con le dita delle mani, anche perché si tratta ovviamente dei primi anni di scuola dopo l’essere accompagnati era quasi un insulto, Ebbene sì volevamo diventare grandi e in fretta adesso invece molti vorrebbero diventare di nuovo piccoli… Alcuni si comportano pure come tali ma questo è un altro discorso.  La mia emozione nell’essere accompagnato da mio padre è rimane almeno per adesso una cosa personale. Io di quel periodo non ho rimpianti ho fatto le mie esperienze ed ho avuto le mie amicizie alcune che durano tuttora, quello che magari adesso vorrei aver fatto è un impegno un po’ maggiore e delle scelte che avrei potuto fare differenti. Io non posso avere il quadro di tutte le scuole in Italia però ho paura che ci sia un po’ meno di rispetto nella figura dei professori e questo porta ad una minore educazione scolastica. Magari è proprio vero che questo malessere sociale si riflette e parte proprio dalle scuole. Io comunque mi auguro che le cose  siano migliori di quello che sembra. Nel mio piccolo  cercherò di aiutare il mio  amico che fa la terza  elementare a studiare di più apprezzando quel che fa.

Io ricordo

11-settembre-2001-torri-gemelleIo ricordo perfettamente il giorno dell’attacco. Gli Stati uniti  stavano per svegliarsi oppure erano svegli da poco erano andati a lavoro, o comunque avevano cominciato una giornata che presumibilmente doveva essere uguale  a tante altre. Invece non è stato assolutamente in quel modo quel giorno è successa una cosa totalmente inaspettata comunque allucinante le vite di migliaia di persone sono cambiate in un istante, forse la vita di milioni di persone perché è cambiata un po’ anche la mia. Io adesso non sto a parlare di quello che hanno provato i diretti interessati perché mai riuscirei a capire davvero quello che hanno provato. Io vi volevo raccontare la mia sensazione. Qui a Catania era pomeriggio e faceva veramente caldo una delle nostre estati prolungate, io ero un mio amico che all’epoca lavorava con me quindi nel pomeriggio ci siamo messi in macchina ed inconsapevoli di quello che stava succedendo ci apprestiamo ad aprire il negozio, presi da quell’apatia del caldo che toglie la voglia di lavorare passammo dal bar li nella solita televisione impolverata accesa costantemente sullo stesso canale dove particolarmente nel primo pomeriggio si succedono  trasmissioni e  immagini di dubbio spessore succedeva qualcosa di strano le immagini erano confuse sembravano venire da  qualche bel film di azione che ci sarebbe piaciuto vedere. Però dopo poco dopo qualche minuto la verità è arrivata come una lama nella schiena quelle immagini di distruzione di paura di disperazione erano verità questa volta la violenza della televisione rispecchiava la vera violenza dell’uomo, noi rimanemmo senza parole per quasi un quarto d’ora dopo l’unica frase che ancora ricordo è stata non può essere vero… Invece lo era. Tutta quella violenza tutta in una volta tutta quella realtà è arrivata facendoci sentire nel nostro piccolo vittime anche noi…

Lo strumento della discordia?

tv09b Questo indispensabile elettrodomestico diventato oramai parte quasi fondamentale nella vita dell’essere umano. La televisione anzi lo strumento si dovrebbe chiamare il televisore, oramai sempre più tecnologici sottili grandi tridimensionali e chi più ne ha più ne metterà, è diventato  un oggetto quasi indispensabile. I più disparati utilizzi vengono fatti viene  usato come baby-sitter  quando alcuni posteggiano i propri figli giornate intere lì davanti spesso per guardare lo stesso strumento in un’altra stanza, per molti rimasti oramai  soli è una compagnia un compagno giornaliero, per tanti è fonte di informazione. So benissimo che siete tutti consapevoli di questo o quell’altro utilizzo è che questo strumento come tutti gli strumenti va usato e non  abusato.

 La mia riflessione sta nella programmazione utilizzata sempre più spesso dalle emittenti che per una concorrenza di mercato o per motivi a me sconosciuti lasciano giornate con programmazioni insulse antiche ed ormai venute a noia a tutti. Ribattendo invece con giornate zeppe di programmazione interessanti è per l’appunto spesso discordanti, mi spiego meglio su tre canali a caso le programmazioni si  rivolgono a tre tipologie di pubblico totalmente differenti. Quindi si viene a creare non quella atmosfera di condivisione pure davanti ad uno schermo ma comunque condivisione, una separazione stanza a stanza per ogni tipologia di fronte alla propria televisione. Io penso che qualunque spettacolo qualunque film qualunque programmazione se condivisa con altri assume un significato più alto.

2 italiani

1698 Quando mi trovo a scrivere di argomenti di attualità specialmente di un certo spessore onestamente mi sento un po’ a disagio. Perché trattare certi temi con estremo orgoglio o resteremo odio sarebbe sicuramente più semplice perché è molto facile schierarsi da un lato o dall’altro. Io ovviamente ho una mia idea è un mio parere ma cerco comunque di esprimerlo con la dignità e delicatezza che secondo me per trattare certe discussioni è necessaria. Sono ormai due anni che questi italiani sono detenuti in un paese straniero dove oggettivamente i tempi del processo mi fanno quasi pensare che in Italia siano veloci, per non di meno sono ancora lì questi due italiani questi due militari italiani  che giusto o sbagliato svolgendo un compito e non è un atto di follia hanno ucciso un uomo un essere umano. Io penso che nessuno sia di togliere la vita ad un altro quindi magari sono giustamente da processare e se giusto da condannare. Quello che a mio avviso non ha senso è che rimangano in un paese straniero dove lontano dalla famiglia e dalla propria terra vengono rimbalzati avanti indietro e forse quasi esibiti. Adesso io come da immagine mi metto dal lato di quelli che vogliono che ritornino a casa perché mi pare che la condanna all’esilio non si usi più da un bel po’ di tempo è peraltro essere condannati bisogna essere giudicati!

 Adesso faccio un’altra riflessione forse per ignoranza mia ma mi sembra che da questo caso non si sia più parlato di attacchi di questi pirati… O sbaglio?